A cura di Federico Guglielmi e Aurelio Pasini
Ultimo attuale corpo sonoro
Memorie e violenze di Sant'Isabella
Manzanilla/Audioglobe
Quando si ha coraggio artistico ci si butta senza troppo pensare a dove si andrà a finire. Partendo naturalmente da una idea forte, e dalla convinzione di ciò che si fa ha una profonda valenza per se stessi ancor prima che per gli altri. In questo senso, l'esordio degli Ultimo attuale corpo sonoro è un disco coraggioso, assolutamente incosciente nel voler affrontare quel connubio tra reading e rock che hanno frequentato pochi temerari, dai CCCP agli Offlaga Disco Pax passando per i Massimo Volume. E infatti chi è arrivato primo a cimentarsi con la formula emerge in queste canzoni, ci sono echi ferrettiani nei brani ma la vera differenza sta nella figura dell'autore degli scritti musicati dal gruppo, Gianmarco Mercati, il quale è di volta in volte voce narrante e cantante dalle doti notevoli, che emergono già in una “Ultima lettera al 1975” che nasce dagli ultimi fuochi della morte di Pasolini evocata al principio dell'album (le ossessive e disperate parole di “Empirismo eretico”, che ricuce il rapporto con l'atto d'accusa ultimo dell'intellettuale friulano), in uno strano abbraccio originato da un cantilenare ferrettiano, sconfinante in seguito nella solenne poesia acustica di Andrea Chimenti e sfociante infine in un canto che lambisce il timbro di Francesco Di Giacomo del Banco, riprendendo dal gruppo romano certe coloriture progressive. La bravura del vocalist è tale che le giunture non si vedono, neanche nei brani successivi, caratterizzati da competenti riletture letteraria. C'è ancora qualcosa da sistemare, un minimo di rodaggio per far fluire ulteriormente il tutto, ma la qualità letteraria e civile della parola scritta e cantata, un impianto strumentale eclettico e personale e il coraggio della proposta hanno già percorso una buona - se non decisiva - parte di strada.
Contatti: www.manzanilla.it
Alessandro Besselva Averame
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