A cura di Federico Guglielmi e Aurelio Pasini
Six Red Carpets
Nightmares + Lullabies
autoprodotto
Questo debutto sulla lunga distanza dei Six Red Carpets può essere scaricato gratuitamente – con tanto di artwork e, gradito bonus, un racconto che in qualche modo vuole introdurre alle atmosfere del disco – dal sito della band. Ora, il nostro consiglio è quello di farlo, così da toccare con mano la loro proposta e le loro canzoni; poi, però, mettetevi una mano sul cuore e l’altra sul portafoglio e acquistate, sempre sul medesimo sito, la versione “ufficiale” del CD. Anzitutto per un motivo prettamente estetico, visto che le illustrazioni e la grafica del libretto mertiano di essere gustate su carta lucida. Ma, soprattutto, fate uno sforzo e compratelo perché è un buon disco, e chi produce cose buone dovrebbe sempre vedere il proprio lavoro riconosciuto. Venendo al dunque, quello del trio è un rock che svaria da richiami new wave ad asperità più vicine al grunge, alternando arpeggi avvolgenti a schitarrate ruvide e corrosive. Vengono in mente i Placebo, a tratti i primi Radiohead, altre volte la capacità degli Smashing Pumpkins nell’alternare miele e carta vetrata. Non mancano quindi gli spigoli e gli assalti sonori, ma neppure momenti in cui è la melodia a prevalere; e, nella seconda parte del programma, quando si iniziava a rischiare che certe soluzioni finissero per suonare ripetitive, ecco che la band stacca almeno in parte la spina e lascia spazio ad atmosfere mediamente più raccolte, con la chitarra acustica e le tastiere a giocare un ruolo di primo piano. Sanno graffiare, insomma, i Six Red Carpets, ma con la stessa facilità accarezzano e ammaliano. Poi, certo, a volerla dire tutta alcuni brani avrebbero potuto avere più “tiro”, e in certi passaggi la voce suona appena troppo “sottile” e poco incisiva, ma sono dettagli che non inficiano, se non in minima parte, un giudizio complessivo che è senz’altro positivo. Da seguire.
Contatti: www.sixredcarpets.com
Aurelio Pasini
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