A cura di Federico Guglielmi e Aurelio Pasini
Toxic Tuna
Elegante
Toxic Tuna
Tanto tempo fa, in Italia, ci fu un proliferare di band dai nomi improbabili con un comune la desinenza “ska”. Di quell’epoca e dei suoi cloni non sentiamo la mancanza, ma è indubbio che quella musica sia stata un po’ dimenticata. Per fortuna che, senza desinenze sospette, ci sono i Toxic Tuna a rinfrescarci le orecchie. Il gruppo lombardo nasce all’alba del nuovo millennio, anche se è con l’arrivo della voce di Ketty, finalmente una donna a scacchi!, che i nostri trovano un assetto stabile, lo stesso che ha prodotto questo “Elegante”. Un disco che cerca in tutti i modi di non infilarsi un pericoloso cliché ibridandosi con lo swing ed il jazz da big band, e che si destreggia tra l’italiano e l’inglese con discreta disinvoltura. Non ci si dimentica delle proprie radici con la presenza di La Dava dei Vallanzaska che contribuisce alla stesura di “Banana mañana y noche de cocco”, non a caso il pezzo più nonsense dell’album, e nemmeno con l’abitudine nostrana di infilare qualche cover, e stavolta tocca a Mina e ad una “Nessuno” molto vintage ma anche a Peggy Lee e ad una “Why Don’t You Do Right” che riprende il suono della Chicago di Al Capone. Il valore aggiunto è infatti la voce femminile, che non si sente molto spesso con questi suoni, ed una perizia tecnica e stilistica capace di sfruttare più registri, dal raffinato all’energico, senza annoiare. Ovvio che qui si guarda più indietro, e loro citano i Selecter, che avanti, ma in fondo va bene così. E il risultato è, perdonatemi, davvero “Elegante”.
Contatti: www.myspace.com/toxictuna
Giorgio Sala
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