Fuori Dal Mucchio Numero Settembre '08
A cura di Federico Guglielmi e Aurelio Pasini

Meat For Dogs

Meat For Dogs

Il gioco 
Narcolettica/Goodfellas

Una storia che arriva dritta dal cuore degli anni Novanta, quella dei catanzaresi Meat For Dogs, con un punk-rock di impronta melodica che da qualche anno, almeno in Italia, ma diciamo la verità, pure all’estero, denuncia una fase di stanca piuttosto evidente. Eppure il gruppo calabrese, che ha alle spalle un 7”, un mini e due album, l’ultimo dei quali, “La fine delle favole”, risale a tre anni fa, ha il pregio di non essersi appiattito sui canoni ska-punk vigenti, inserendo tra le maglie di un suono diretto e privo di fronzoli qualche coloritura in più (i fiati che fanno capolino a e tratti, senza prendersi troppo spazio e senza, per l’appunto, impelagarsi in cliché troppo diffusi). Stiamo parlando di intrattenimento leggero (nel senso più nobile del termine, il che naturalmente non significa disimpegno e assenza di pensiero), e lo stesso titolo dell’album denuncia l’attitudine scanzonata del progetto, ma questo punto di vista sulla materia musicale si traduce in un onestissimo artigianato punk, con canzoni di buon impatto come la contagiosa “Qualcosa da dire”, la tiratissima e sferragliante title-track, l’ipermelodica e vagamente bubblegum “Prova a prendermi”, la schiettamente pop “Il custode”, una “Mille pagine” il cui attacco sa di Undertones d’epoca, “77” con i suoi fiati luccicanti. Quattordici brani di genere, ma abbastanza freschi da non far rimpiangere quasi mai l’assenza – legittima, ci teniamo a sottolinearlo – della ricerca di nuove strade (www.meatfordogs.it).

Alessandro Besselva Averame

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