A cura di Federico Guglielmi e Aurelio Pasini
Maurizio Bianchi & Sparkle In Grey
Nefelodhis
Cold Current Production/Musica di un Certo Livello
“Nefelodhis”, in greco, sono le nuvole. Si scorgono lontane e luminose, quando colorano sprazzi di cielo azzurro; oppure oscure e tonanti che muovono basse a portare pioggia e tempesta; o ancora grigie e uniformi, quando sovrastano tetti e antenne di un allucinato scenario metropolitano.
Tali suggestioni meteorologiche ispirano il primo capitolo di una tetralogia “tra gli elementi” (il secondo, dedicato al deserto, è già fuori per l’etichetta americana Digitalis Industries) progettata da Maurizio Bianchi in sinergia con il quartetto degli Sparkle In Grey.
Il viaggio attraverso “gli umidi territori del vapore” è lento e addolorato. Il sinistro fruscio delle nubi che corrono verso est è a tratti squarciato da virulenti sprazzi elettrici, mentre malinconici echi di violini e chitarre lontane richiamano la presenza umana, al di sotto della coltre gassosa.
La deriva ambientale, sovente legata a suggestioni astronomiche, è forse la più intimista manifestazione della musica industriale: nel rinunciare al fragore incondizionato, dipinge scenari onirici e avvolgenti, comunque ricolmi di citazioni concrete e sorprendenti esperimenti sonori. E Bianchi, che della sofferenza rumorista è stato un vate, riesce ad emergere anche in questo ambito, mischiando frammenti analogici a note suonate realmente, in un’opera intensa, degna di essere annoverata tra le sue più mature (www.greysparkle.com).
Fabio Massimo Arati
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