Fuori Dal Mucchio Numero Settembre '07
A cura di Federico Guglielmi e Aurelio Pasini

Adriano Modica

Adriano Modica

Il fantasma ha paura
Trovarobato/Audioglobe

Bassista (per Marco Parente, ad esempio, e ultimamente pure negli Ulan Bator), polistrumentista, compositore, cantautore: Adriano Modica bazzica da qualche anno la scena indipendente della nostra penisola ma è la prima volta che mostra ufficialmente – dopo alcuni demo sparsi – il proprio volto di autore. “Il fantasma ha paura”, “disco di pietra” di una trilogia in buona parte ancora inedita, esce per Trovarobato e non potrebbe essere altrimenti, vista l’obliquità della proposta. Di che si tratta? Di una forma cantautorale mutante e mutevole, diremmo fluttuante a tratti, ma sempre immersa in un contesto di orecchiabilità, nata dalla trasmutazione di quelle che ci paiono antiche e ben metabolizzate influenze di epoca italo-prog (il primo Alan Sorrenti, ma anche il primo Claudio Rocchi e, perché no, Juri Camisasca), da una moderna sensibilità per il collage sonoro e da una cifra poetica stralunata che non subisce forzature ma sgorga naturale in versi come “Il limite tra follia e fantasia / è una sbarra di legno / con scritto “Lory ti amo” / ed un bel panorama” oppure  “Da qui la città / assomiglia a un gigante / che parla nel sonno / piange nel sonno / e il cuore ingoiato / dopo la corsa / è la più bella voglia di vomitare / che ho”. Una “destabilizzazione” gentile, morbida e psichedelica. Rassicurante in qualche modo, ma capace di lasciare tracce profonde. Sul podio, per quanto ci riguarda, finiscono le sincopi jazz di “Battito muto in 3/4”, “Il gigante si sveglia” e “Il paese dei balordi” (http://www.adrianomodica.it/).

Alessandro Besselva Averame

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