Fuori Dal Mucchio Numero Ottobre '05
A cura di Federico Guglielmi e Aurelio Pasini

Gea

Gea

Baillame generale
Il re non si diverte/Audioglobe

Chi si è trovato a formare una band tra la metà e la fine degli anni ’90, esplicitamente o no, ha subito gli stessi influssi di decine di altri ragazzi: il grunge, il post-grunge, il crossover degli inizi. Insomma, a meno di non essere succubi delle mode più apertamente commerciali, da quei pilastri non si scappava. Stava poi al gruppo limare le influenze per non diventarne stucchevole fotocopia.
Parlando di rock in italiano, sono tanti i nomi di formazioni che, in questi ultimi tempi, si sono avvicendate unendo a riff decisi e di chiaro stampo “american” testi in italiano a uso di voci a metà tra la melodia nostrana e le urla di seattleiana memoria. Non ultimi i Gea, che con “Baillame generale” giungono al loro terzo lavoro - nonché primo numero di catalogo per la lombarda Il re non si diverte - confermando il loro stile fatto di rock dalle sfuriate elettriche e ritmiche determinate. Un’attitudine che favorisce un cantato che salta all’orecchio grazie a un’enfasi e una personalità capaci di far perdonare certi passaggi lirici un po’ farraginosi. Ancora incerti su quale strada imboccare definitivamente - la psichedelia “pesa” alla Motorpsycho? L’hard rock mutante alla Mike Patton? Le svisate noise dei Sonic Youth? - e protagonisti di una lunga lotta per essere qualcosa “di più” rispetto agli altri, i Gea compiono nuovi passi avanti. Starà a loro cercare di maneggiare al meglio quanto fino a qui raccolto per evolversi e diventare qualcosa di veramente speciale, cercando di non cadere nell’ovvio e nel banale perennemente in agguato dietro l’angolo (www.geaband.it).

Hamilton Santià

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