A cura di Federico Guglielmi e Aurelio Pasini
Daniele Tenca
Blues For The Working Class
Ultratempo
Non è facile trattare temi di urgenza sociale senza scadere nella retorica. Così Daniele Tenca ha voluto fare le cose per bene, tirare fuori il vestito buono per le grandi occasioni. “Blues For The Working Class” è il suo secondo lavoro che si differenzia sostanzialmente dall’esordio “Guarda il sole”. Testi in inglese, innanzitutto ma anche un attitudine più roots, più traditional nella forma. Non un esercizio di stile, attenzione, seppur la band composta dall’ottimo Heggy Vezzano alla chitarra, Pablo Leoni alla batteria e Luca Tonani al basso costruisce trame profonde e sudate, ma una forma di espressione più alta, da sempre materia musicale dove fatiche e miserie umane hanno trovato piena espressione. “Tematiche non affrontate mai a sufficienza”, come ci spiega Tenca, “mi occupo di sicurezza sul lavoro quando non ‘faccio’ il musicista, e purtroppo ho una visione ‘privilegiata’ sull'argomento che mi permette di descrivere particolari che aiutano a render più credibile una storia”. Ad impreziosire il lavoro l’apporto di ospiti come Andy J. Forest, Massimo Martellotta (Calibro 35) e soprattutto Marino Severini e Cesare Basile entrambi presenti su “Eyes On The Prize” che hanno fatto e fanno della difesa del lavoro parte importante del loro percorso artistico. Così fra una “The Plant” che sembra un’outtake di “Exile” degli Stones, una rarefatta e ispirata “Flowers At The Gates” e la cover di “Factory” di Springsteen immancabile ispiratore di storie di perdenti e di fabbriche abbandonate. Un lavoro partecipato e diretto, vissuto in prima persona , una dichiarazione di appartenenza col calore e l’intensità del blues.
Contatti: www.danieletenca.com
Beppe Ardito
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