A cura di Federico Guglielmi e Aurelio Pasini
Lebowski
Di tutti i nomi usciti fino ad oggi, quello dei Lebowski ci sembra particolarmente interessante se non altro per la riuscita miscela di post-punk destrutturato e testi sarcastici e dissacranti. Il disco, pur pagando diversi dazi a certi punti di riferimento davvero "pesanti", riesce ad essere spunto di un'interessante - e a tratti surreale - chiacchierata con la band.
Partiamo dall'inizio. Nome cinefilo, formazione punk. Raccontateci i vostri primi passi.
Ci siamo formati circa otto anni fa e da allora siamo stati sempre noi quattro. La scelta del nome è dovuta al fatto che abbiamo tirato a caso tra nomi dei film e ci è andata bene. Pensa se ci capitava di chiamarci i Vacanze di Natale 2000!!! Anche il genere è uscito per caso e pure qua ci è andata bene poteva capitare fusion e si sa che la fusion è complicata o ancor peggio "giggidalessio and roll" e allora sarebbe scattato il suicidio di massa. Comunque, per saperne di più, vi invito a leggere la biografia molto rock sulla nostra pagina MySpace.
Nella recensione apparsa sul nostro sito, citavamo nomi importanti come Gang Of Four e Devo... Sicuramente l'attitudine musicale ha dei punti di contatto col post-punk e la destrutturazione. Vi riconoscete in questi nomi e questa idea musicale? Li ritenere troppo impegnativi? Non ci avete mai pensato?
Porca boia speravamo che non se ne sarebbe accorto nessuno ed invece! A parte gli scherzi, il post-punk è certamente il periodo a cui siamo maggiormente legati e Gang of Four e Devo sono gruppi che ci piacciono moltissimo, sono sicuramente nomi impegnativi però, dai, fa piacere.
E poi ci piace tenerci impegnati…
L'album è prodotto da Giulio Favero, in passato già al lavoro con One Dimensional Man, altro nome che spunta fuori nelle vostre recensioni. Come si è svolto il lavoro? Cosa ha aggiunto o che tipo di consapevolezza vi ha dato?
Con Giulio è stata un’esperienza molto importante nonché divertente. Lui è davvero bravissimo (anche Giovanni, che se non lo diciamo poi si incazza, ci viene a trovare e ci riempie di calci rotanti) anzi è il più migliore d’Italia, anzi di più, il più migliore d’Italia, del San Marino e anche dello Stato del Vaticano. Ci ha aiutato tanto ed è stato fondamentale nella fase di missaggi. In più anche a livello umano ci siamo trovati proprio bene.
Ci sono gruppi italiani con cui trovate una certa affinità? Posso dire che la vostra formula è abbastanza inedita, soprattutto per come vengono affrontate certe tematiche... vi ritrovate in un humus dove si privilegia la copia carbone di quello che arriva dall'estero?
Affinità musicali... mmm... forse un po’ con i R.U.N.I. anche se i loro testi sono davvero da fusi di testa e la musica parecchio più elettronica. Per ciò che riguarda il discorso del copia carbone non è che cerchiamo a tutti i costi l’originalità (cosa praticamente impossibile), quanto piuttosto un qualcosa che sia personale che rappresenti davvero noi quattro. Probabilmente è un ottimo modo per sfuggire alla noia: siamo dei cialtroni che si atteggiano ad ottimisti, il che è piuttosto out (wow! che terminologia cool!), ma chi se ne frega lo si fa per passione e per divertimento…no?
L'aspetto fondamentale però, oltre la musica, è quello dei testi. A volte non ha senso parlare di "canzone" perché vi lanciate nel recital, nel parlato e seguite comunque una linea trasversale che qualcuno può definire surrealista anche se io la definirei più caustica oltre che sarcastica. Come descrivereste la vostra visione del mondo o... per lo meno, dell'Italia?
Mah... Come dicevo prima si cerca di essere ottimisti, cioè si rendono conto tutti che non sono dei momenti felicissimi questi, però quei testi depressi, ultra incazzati o viscerali sono quasi sempre così retorici e suonano davvero finti e allora si preferisce trattare elementi tristi con sarcasmo, forse è una forma di reazione. In ogni caso si cerca di dare una possibilità a chi ascolta la “canzone” di scegliere se divertirsi o magari fermarsi un attimo sui testi e dire “questi sono meno cialtroni di altri”. Vabbè, forse, ho esagerato ma te l’avevo detto che cerco di essere ottimista..
Le canzoni. Chiesa, omosessualità, cartoni animati e cultura popolare. Il vostro universo è abbastanza, per così dire, massimalista. La vostra opera di destrutturazione però funziona. Quali sono i vostri punti di riferimento per i testi? Ci sono autori particolari o personaggi che vi hanno influenzato particolarmente o con cui condividete una particolare visione delle cose?
Punti di riferimento per i testi non ci sono, si può parlare del surriscaldamento terrestre all’interno di una canzone che parla di gastronomia... o di sole, cuore e amore... o anche non parlare di niente, perché no. Per quanto riguarda personaggi che ci hanno influenzato ce ne sono così tanti che probabilmente non si può neanche più parlare di influenza vera e propria, da Rino Gaetano a Renato Pozzetto, da Lou Reed a Giorgio Bracardi, il grandissimo Paolo Villaggio, Mac Gyver, Lux Interior (che piace molto a Riccardo il chitarrista) Walter Sobchack, Apollo Creed... Roba così..
Arriviamo alla nota dolente: musica e Italia. Ogni mese, e le nostre pagine ne sono una dimostrazione, escono parecchia roba ma i soldi sono pochi e lo spazio per suonare non è così facile da trovare. Certo, per molti indipendenti non è un lavoro ma un po' di frustrazione c'è, immagino, ad impegnarsi per poi non essere ascoltati da nessuno e non riuscire mai ad uscire dall'orticello.
Hai perfettamente ragione, ed è davvero un peccato. Dalle nostre parti (provincia di Ancona) ci sono tanti gruppi davvero con le palle vedi ButcherMindCollapse, Jesus Franco & The Drogas, Lleroy, Dadamatto, Bhava, Guinea Pig ecc. ma trovare date è difficile e la visibilità non è certo quella a disposizione di gruppi che suonano inutil-rock tipo Negramaro o Negrita. Le piccole etichette in Italia sono molto attive e si sbattono parecchio per far in modo che questo ‘orticello’ diventi sempre un po’ più esteso e tutto questo viene fatto soltanto per passione, bisogna esser davvero grati a queste piccole ma laboriose realtà (nel nostro caso grazie a Valvolare, BloodySound, Lemming e Stonature).
Detto questo, quali sono i vostri progetti adesso? Sul vostro MySpace sono segnate un po' di date ma immagino che non ci accontenti certo di questo.
Per il momento intanto facciamo queste date, con la speranza di farne ancora molte altre nei prossimi mesi, l’esperienza del live è necessariamente la parte più bella del suonare e poi si va a Milano per fare un video con Stefano Poletti già regista di video di Zen Circus e Baustelle, credo che anche questa sarà un’esperienza molto divertente, e poi non so... ci piacerebbe tanto imparare a fare i calci rotanti... ma forse questo è un progetto irrealizzabile... oppure, come si suol dire, un'altra storia.
Contatti: www.myspace.com/lebowskiband
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