Gayngs
RELAYTED
Jagjaguwar/Goodfellas
A leggere di questa prima uscita del collettivo Gayngs (da Minneapolis, Minnesota) prima di ascoltarla si corre il rischio di lasciarsi sopraffare dai pregiudizi e di giudicarla male a prescindere. Cioè: a cosa può far pensare un disco apertamente ispirato a I’m Not In Love dei 10cc e composto interamente da canzoni a 69 bpm? Nel migliore dei casi a un trionfo delle kitscherie e del romanticismo più plasticoso, a una porcata nel peggiore. E invece preparatevi a stupirvi, perché Relayted è molto di più; e, soprattutto, è molto più interessante. Frutto della mente - perversa? - di Ryan Olson dei misconosciuti Digitata e di Zach Coulter e Adam Hurlburt dei Solid Gold, il progetto ha poco alla volta imbarcato musicisti dai background più disparati (rocker psichedelici, jazzisti, rapper e, su tutti, Justin “Bon Iver” Vernon), le cui peculiarità stilistiche si fondono perfettamente dando vita a un flusso sonoro vitale e multiforme, in cui inevitabilmente la fanno da padrone atmosfere a metà tra la FM anni 70 e il pop più luccicante, ma non mancano ritmiche vicine al triphop, bassi disco, riverberi dub, moderno R&B, derive cosmiche e sensualissimi falsetti, il tutto filtrato attraverso una gestione e un trattamento dei suoni tipico più di un approccio elettronico che del rock. Riferimenti che se da un lato testimoniano dell’ampiezza di vedute messa in campo, dall’altro potrebbero dare l’idea di un pasticcio di proporzioni bibliche, quando in realtà trattasi di un lavoro estremamente coerente e coeso, e sfacciatamente creativo (anche nella ripresa di Cry di Godley & Creme, guarda caso due membri della famiglia 10cc). Esattamente come i calabroni che stando a una leggenda urbana volerebbero a dispetto di ogni legge della fisica, le canzoni qui contenute non soltanto non crollano sotto il peso dei mille elementi (non sempre di specchiato buon gusto) che le compongono, ma anzi filano via che è un piacere, e a ogni ascolto regalano nuove sorprese. Quale che sia la ragione, sarebbe masochistico lamentarsene.
Aurelio Pasini / * * *
tratto dal Mucchio N°671
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